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 | | Segnalazioni librarie - Saggistica | |
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| Antonella Ricciardi
Palestina, una terra troppo promessa |
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| Palestina, una terra troppo promessa di Antonella Ricciardi, mette in luce la tragedia del popolo palestinese e gli aspetti più sconcertanti del modo in cui i padroni del mondo trattano il conflitto in Palestina.
Si moltiplicano le cariche di odio e di violenza per cancellare gli effetti di una forte identità che non si arrende e combatte per una terra ricca di memoria e di sentimenti, simboleggiati dall'attaccamento dei palestinesi alle chiavi di casa.
Se qualcuno pensa di comprare il dolore dei palestinesi con un fiume di dollari, si sbaglia. L'appoggio americano e israeliano ai politicanti palestinesi è solo fattore di divisione e di corruzione e non produce che una ulteriore destabilizzazione: una guerra civile, una guerra senza fine, con il rischio di diventare mondiale perché la Terrasanta è troppo piccola per tre Religioni monoteiste, è una zona geostrategica molto importante e molto ricca.
E' molto difficile, infatti, uscire dalla situazione attuale, nella quale, al di là di tutte le occasionali condanne, nulla di sostanziale viene fatto per impedire che i governanti di Tel Aviv continuino in una politica che ha come fine ultimo la creazione di una "Grande Israele". Il libro contiene una prefazione di Gilberto Roch, autorevole esponente in Italia della comunità palestinese.
Antonella Ricciardi, laureata in Filosofia, giornalista, è nata a Santa Maria Capua Vetere. Palestina, una terra troppo promessa è la sua prima opera.
Antonella Ricciardi - Palestina, una terra troppo promessa, Edizioni Controcorrente, Napoli, 10 euro |
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| Andrea Guglielmino
Cannibali a confronto |
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| “Cannibalismo” e “Antropofagia”: due termini che abbiamo spesso sentito pronunciare negli ultimi decenni, non solo per il successo di opere letterarie e cinematografiche sul tema - ricordiamo su tutte, la saga di Hannibal Lecter - ma anche in relazione a vicende di cronaca nera in cui la realtà, purtroppo, supera spesso la più efferata fantasia.
Gli aspetti morbosi e al contempo fascinosi che la tematica cannibalica si porta dietro rischiano di far dimenticare che le cosiddette società di interesse etnologico, nel nostro caso tribù di Indiani d’America, lungi dall’essere all’inizio di una cultura e tanto meno ferme all’“età della pietra”, avevano già dietro di sé, al tempo dei cannibali, un lungo cammino.
La realtà soggiacente al fenomeno “cannibalismo” è complessa e sfaccettata, come quella relativa a qualsiasi altro prodotto culturale.
Con questo libro si cerca di portare alla luce le analogie, e soprattutto le differenze, che intercorrono tra le varie manifestazioni - distanti nel tempo e nello spazio - del fenomeno.
Andrea Guglielmino, romano, del ’76, laureato con lode in Filosofia a “La Sapienza” di Roma, con indirizzo antropologico, etnologico e storico-religioso. Collabora con la fanzine musicale “Wonderous Stories” e con la rivista “Memori Mese”. Ha pubblicato diverse vignette satiriche sul settimanale “Cuore”. Realizza story-board per cortometraggi e lavora per la Direzione Comunicazione & Marketing dell’Istituto Luce.
Testo tratto dal sito www.memori.it |
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| Bent Parodi, Annamaria Corradini
Goethe in Sicilia - L'isola iniziatica |
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| Il Viaggio in Sicilia di Goethe è il resoconto dell'itinerario compiuto dallo scrittore tedesco nella penisola tra il 1786 e il 1788. Egli scrisse pagine straordinarie che ancor oggi, più che mai, costituiscono la miglior pubblicità per la nostra Regione. La sua stima fu così alta da fargli affermare che «l’Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito. Qui è la chiave di ogni cosa …»: giudizio estremamente lusinghiero e tuttavia eccessivo se si pensa a città come Roma, Firenze e Venezia. La contemplazione del bello nelle vestigia dell’antico; l’assistere sulla cima dell’Etna al mito della creazione, all’alba dei tempi; l’immersione nell’orrido della Villa Palagonia ... Le tre tappe irrinunciabili del viaggio sembrano chiudere in un triangolo (simbolo massonico per eccellenza, e triangolare è peraltro l’Isola sulla quale i massoni sbarcavano a cercarvi la “chiave di tutto”), un’esperienza irripetibile nel segno della rinascita. La Sicilia è dunque terra di palingenesi? Il luogo privilegiato delle origini assolute? L’amore dei tedeschi e dei nordici colti per l’isola non nasceva dal nulla ... era il riconoscimento di una assoluta centralità della Sicilia nei luoghi originari della civiltà e della storia. Goethe era assolutamente nel vero nel sostenere che “qui è la chiave di tutto”. Se ancor oggi, a giusta ragione, la Sicilia è considerata un privilegiato “laboratorio politico”, è altrettanto giusto riconoscere all’isola una primogenitura assoluta, più sottile, quasi d’ordine metafisico.
Bent Parodi di Belsito (Copenaghen 1943) è giornalista professionista, scrittore, saggista. Già responsabile dei Servizi speciali del Giornale di Sicilia, ha lavorato per 38 anni nel quotidiano di Palermo. È autore di moltissimi saggi, di oltre seimila articoli pubblicati in riviste di arte, cultura, letteratura, storia, filosofia, quotidiani, settimanali sia italiani che stranieri.
Anna Maria Corradini (Enna 1952), è laureata in Lettere Classiche (indirizzo archeologico). Ha svolto campagne di scavo nel territorio dell'Ennese. È stata responsabile dell’Archivio Storico del Comune di Enna. Dal 1997, lavora presso la Provincia regionale di Palermo, come responsabile dell’Archivio Storico e della Biblioteca. È iscritta all’albo giornalisti pubblicisti di Sicilia.
Testo tratto dal sito http://www.armandosicilianoeditore.it/ |
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| Mario Michele Merlino
E venne Valle Giulia |
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| E venne Valle Giulia" si è imposto quale titolo originale a La spranga sui denti, nato alle prime ore del mattino e prima che si rendesse in libro.
Provocatorio, irriverente, un po’ guascone. Non solo mazzate e teste vuote, però. Un ragazzaccio in camicia nera racconta la storia di un percorso di mani levate, di piazze e di scontri, di sentimenti e di idee. Oggi, dopo quarant’anni, ha la pretesa di essere ancora in cammino. Vagabondo.
La copertina, composizione e colori, figa intuizione e realizzazione di Marco Ruperto, rinnova la vanità d’essere là, a Valle Giulia, con quanto resta dell’asse di una panchina e la panchina prossima a spiccare il volo.
Anni Sessanta, inquieti e preservati integri anche dopo, quando le giornate di Marzo si sono trasformate in autunno (caldo) e i colori intristiti (bombe e P38).
Atmosfere, parole, gesti. Quel mondo evidenziato nella presentazione da Luciano Lanna quale memoria gioiosa, libertaria (l’anarco-fascismo già caro a Brasillach), dissacrante. Voce di una generazione e non soltanto di personale vissuto.
Il futuro diventa passato, sentieri sovente interrotti, porte divelte e sbattute in faccia d’altri e sulla propria. Se “entrammo nella vita dalla porta sbagliata”, sempre faccia al sole e in culo al mondo. Rifiuto d’ogni rendiconto. Zero alibi, zero rimpianti.
Mario Michele Merlino, docente di storia e filosofia, autore con Rodolfo Sideri di “Inquieto novecento” e “Strade d’Europa”. Sempre per le edizioni Settimo Sigillo ha tradotto “I Poemi di Fresnes” e scritto “Ragazzi in piedi”. Nichilista, anticonformista, poeta, come il suo antenato prigioniero nella foresta di brocéliande.
"E venne Valle Giulia", edizioni Il Settimo Sigillo, Roma. Prezzo 15 euro. |
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| Sara Favarò
Santa Rosalia - immagini, curiosità, preghiere, canti |
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| Amare Palermo vuol dire, anche, amare la sua cultura, le sue strade, i suoi monumenti, i suoi colori, i suoi contrasti, la sua luce, il suo buio, la sua gente, la sua storia, la sua Santuzza: Santa Rosalia.
La Santa più popolare e più amata dai palermitani, in onore della quale qualche giorno fa è stato celebrato il 384° Festino.
Rosalia (1130-1156), discendente da famiglia nobile, nella sua breve vita, scelse l’eremitaggio. Per dodici anni visse nel bosco della Quisquina, a Santo Stefano Quisquina, nell’Agrigentino, si trasferì poi sul Monte Pellegrino, a Palermo, dove morì pochi anni dopo.
Si attribuisce alla sua intercessione il miracolo della salvezza dalla peste, in seguito al dichiarato ritrovamento delle sue ossa sul monte palermitano, nel 1624. Intercessione che la Santa aveva già concesso in altri secoli e altri luoghi, a Bivona (Agrigento) nel XIV secolo, e poi ancora nel XVI secolo.
C’è tutto questo e molto altro nel libro della giornalista Sara Favarò, dal titolo “Santa Rosalia - immagini, curiosità, preghiere, canti”, edito da Ila Palma (pagg. 116, prezzo 16 euro): il testo è un omaggio alla Santuzza, alla sua storia, ai suoi fedeli, con un’inaspettata sorpresa, avvenuta nella fase di realizzazione delle fotografie da pubblicare nelle sue pagine.
All’interno del libro, anche la storia di Santa Rosalia raccontata da Giuseppe Cocchiera; la storia del Festino del 1672; la Santa vista da un tedesco nel 1796; le origini del Festino; il fenomeno del ritorno degli emigranti per la festa di Santa Rosalia; la Santuzza nell’arte a Palermo tra Seicento e Settecento; preghiere e canti; un dialogo tra il demonio e Santa Rosalia; un rap per la Santuzza ed infine, una partitura musicale.
Sara Favarò - Santa Rosalia - immagini, curiosità, preghiere, canti
Edizioni ila-Palma, Palermo/Sao Paulo, 16 euro |
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| Sara Favarò
A Cruna - antologia di rosari in lingua siciliana |
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| In libreria "A Cruna" di Sara Favarò, la prima raccolta monografica di Rosari in siciliano nella storia delle tradizioni popolari della Sicilia e anche in quella della Chiesa.
L’antologia, pubblicata per “Città Aperta Edizioni” (pagg. 304, prezzo 25 euro) racchiude gran parte dei Rosari che l’Autrice, per circa trent’anni, ha ricercato, in diversi luoghi della Sicilia, registrandoli, studiandoli, comparandoli, trascrivendoli in lingua originale e dotandoli di traduzione in italiano.
Alcuni Rosari sono corredati di partiture musicali affinché, come scrive la stessa Sara Favarò: «oltre alle parole non se ne disperda nemmeno il suono».
Un libro indispensabile per chi vuole comprendere quale fede, quale cultura, quale tradizione si cela dietro una pratica che oggi è quasi del tutto scomparsa, ma un tempo comune in tutte le famiglie siciliane, sia povere che patrizie: la recita del Santo Rosario.
Sara Favarò, nata a Vicari, in provincia di Palermo, è scrittrice, cantautrice, poetessa, ricercatrice di tradizioni popolari, giornalista, attrice.
Ha pubblicato numerose opere, tra cui Il coraggio delle donne (Milano, 2004), Paura d’amare (Milano, 2005), Le ragazze dello Zen (Roma, 2003), Santa Rosalia (Palermo, 2008), Pasqua dalla terra il cielo (Catania, 2006), Natale nei canti popolari siciliani (Messina, 2002), Tulì tulì, tulì (Palermo, 2005), Gli occhi del cuore (Messina, 2002), U verbu (Palermo, 1997), 1 8 9 9 (Palermo, 1994), Chista sugnu! (Palermo, 1980).
Per Città Aperta Edizioni ha pubblicato Dialogo d’u zu Cosimu e u zu Libroniu e unu d’i Maggi (Troina, 2007). |
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| Henriette Lannes
Ritorno al presente |
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| Come avvicinare il lavoro su di sé e la conoscenza di sé nelle situazioni concrete della vita quotidiana? Sono gli argomenti trattati in questo libro, che è anche una testimonianza di riconoscenza a Henriette Lannes per l’aiuto apportato a chi vuole perseguire un lavoro su di sé sincero, paziente e perseverante.
Anche il suo impegno nella vita sociale è stato corrispondente al suo modo d’essere. Prima e durante la seconda guerra mondiale ha sostenuto, senza esitare e a rischio della propria vita, molte vittime dei regimi totalitari. È per questo che nel 1985 a Parigi le è stata conferita, alla memoria, la “Médaille des Justes”. Un libro di esoterismo puro, sincero, slegato da orpelli e appesantimenti che, a volte, si intravedono in questo genere di testi.
L'autrice, allieva diretta di G.I. Gurdjieff, è stata da lui stesso incaricata della trasmissione del suo insegnamento a Lione e a Londra. Prima della pubblicazione di questo libro la voce della Signora Lannes era poco conosciuta, leggendaria ma inaccessibile.
“Siamo come un libro chiuso, che sembra chiuso per sempre, e che all’improvviso inizia ad aprirsi… Quando comincia ad aprirsi, l’uomo si vede dall’interno. Se potesse realizzare ciò che egli è potenzialmente, diventerebbe ciò che è fondamentalmente e troverebbe il suo vero posto come uomo”. (Henriette Lannes).
Titolo: Ritorno al presente. Percorso di Henriette Lannes. Allieva di G. I. Gurdjieff. Titolo originale: Retour à maintenant. Itinéraire d’Henriette Lannes. Elève de G. I. Gurdjieff (S.E.H.O. Éditions de Tournadieu, Lyon). Trad. it. Roberta Cervetti ed Enio Del Negro. Libreria Editrice Psiche, Torino, 2007. Pp. 192, 20 euro.
Per maggiori informazioni sul libro: Libreria Editrice Psiche, Via Madama Cristina 70/B 10126 Torino Italia. www.psiche.info |
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| Pietro Turchetti
Amphitheatrum spagiricum |
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| Per la prima volta nella storia dell’alchimia viene pubblicato un trattato veramente completo, sia per quanto riguarda la genesi storica, la teoria, ma soprattutto, la pratica. Scritto da Pietro Turchetti, discendente da un’antica famiglia veneto-marchigiana, ma residente da sempre a Palermo, Amphitheatrum spagiricum è pubblicato dalle edizioni Arktos di Carmagnola ed è ispirato da un quaderno di appunti, rinvenuto casualmente in una biblioteca francese privata.
Il volume originario, integrato da operazioni di laboratorio, permette al lettore di acquisire le conoscenze di base per scoprire l’Arte Reale degli alchimisti, con quella purezza e apertura d’animo che contraddistingue ogni autentico ricercatore. Il trattato (198 pagine, prezzo di copertina 22 euro) contiene, oltre ad una raccolta di simboli chimici, biografie, con ritratti dei grandi alchimisti della storia ed una bibliografia antiquaria delle principali opere pubblicate in materia. Le pratiche di cui parla il libro sono tratte dai lavori compiuti all’interno di un antico laboratorio alchemico installato nel cuore di Palermo.
La presentazione del libro è scritta dal professor Antonio Gianguzza, ordinario di Chimica Analitica presso l’Università degli Studi di Palermo. Il volume contiene anche una postfazione, firmata dal giornalista Alberto Samonà.
Pietro Turchetti (1949), imprenditore e costruttore di automobili sportive, si è sempre interessato di simbolismo, metafisica, fortificazioni antiche e moderne, araldica e studi tradizionali. È autore di numerose pubblicazioni: fra queste, Il Philosofo incognito. Louis Claude de Saint Martin (Arktos, 1995); Guida ai castelli siciliani (Pegaso, 1996); Città morte di Sicilia (L’Epos, 2007).
Pietro Turchetti, Amphitheatrum spagiricum, Edizioni Arktos, Carmagnola, 22 euro |
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| Alberto Samonà
La Tradizione del Sé |
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| Alberto Samonà, giornalista e scrittore palermitano, nel saggio “La Tradizione del Sé”, pubblicato dalle edizioni Atanòr di Roma, si sofferma sulla descrizione delle vie iniziatiche che conducono verso la vera conoscenza. Come espresso in tutte le tradizioni, l’iniziazione esemplare ha lo scopo di tonificare il ricercatore immergendolo in un serbatoio di conoscenza.
L’autore affronta la problematica del percorso iniziatico con un metodo pragmatico, indicando i modi per uscire dal baratro di un letargo da cui è necessario emergere. L’uomo calato nella civiltà odierna, dove tutto è accelerato, beve con decisione il calice amaro della vita attimo dopo attimo, per assaporarne fino in fondo il sapore, e riconquistare l’iniziale dolcezza della bevanda dell’esistenza. Il libro appare come una sorta di “viaggio” attraverso queste diverse espressioni tradizionali, accennando ai simboli e alle scuole volte al risveglio dell’uomo nelle sue originarie potenzialità.
Il saggio di Alberto Samonà non è, tuttavia, una mera esposizione di dati storici ma, partendo dalla constatazione del proprio quotidiano, guarda alla realtà dell’essere umano, nei suoi aspetti corporeo, psichico e spirituale, vero fine della cosiddetta via iniziatica tradizionale. Dalla lettura di questo libro, emerge come esoterismo, psicologia e “fotografie” dell’attuale condizione umana possano intrecciarsi in un’esposizione agile, sintetica e accessibile anche ai “non addetti ai lavori”. L’autore dipinge lo status dell’uomo come se fosse una prigione. Gli esseri umani sarebbero prigionieri di sogni, di schemi, di illusioni, imbrigliati in stereotipi vuoti, propri della società atea, democratica e materialista del mondo moderno.
Alberto Samonà - “La Tradizione del Sé”
Edizioni Atanòr, Roma, 12 euro. Anno di pubblicazione, 2003. |
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| Giuliano Compagno
Paolo Signorelli |
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| Figura di spicco dell’antagonismo politico, docente di storia e filosofia presso un liceo romano fino a una certa alba d’agosto del 1980, quando un blitz delle forze dell’Ordine lo trasforma in imputato di tre omicidi e della strage di Bologna.
È il cattivo maestro che serve a chiudere il cerchio dell’eversione nera. Il 22 marzo del 1985 è un ideologo con tre ergastoli sulle spalle ma già il 9 febbraio del 1987 non gli pesa nemmeno più una condanna, perché tutti i castelli d’accusa si sono sciolti come neve al sole.
Poi, come un miracolo, si svegliano i garantisti e lui diviene il simbolo del più folle caso giudiziario della storia repubblicana. Viene definitivamente scarcerato nel luglio 1990, dieci anni di galera e non gli spettava neanche un giorno. Inizia la sua militanza politica da ragazzino, partecipando all’intifada contro l’occupazione americana di Roma, poi entra, giovanissimo, nel Movimento Sociale, di cui praticamente non sopporta nulla, tanto da uscirne per contribuire alla fondazione del Movimento Politico Ordine Nuovo.
Rientra nel partito agli inizi degli anni Settanta e ne viene espulso per “deviazionismo di sinistra”, avendo teorizzato con Lotta di Popolo un patto di non belligeranza con gli elementi dell’autonomia italiana.
Quando ON viene messo fuori legge, fonda prima Anno Zero, poi Costruiamo l’Azione. Radicalmente lontano dalle posizioni di “destra”, è attualmente collegato con le Comunità di Socialismo Nazionale e anima il laboratorio “Forza Uomo”. Redige il periodico garantista «Giustizia Giusta».
Giuliano Compagno, "Paolo Signorelli", edizioni Coniglio, pp. 112, euro 12. |
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| CronacaLibri - L'informazione libraria |
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